Gianfranco Fini Premier

Il blog per Gianfranco Fini Presidente del Consiglio

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Utente: vittux66
Dopo 5 anni di Governo è giunto il momento di rilanciare l'azione politica del Centro-Destra italiano. Il Governo ha fatto alcuni errori ed è giusto ammetterlo, ma è stato il primo Governo ad aver avuto il coraggio delle Riforme e delle Innovazioni. Chi l'ha preceduto non ha mai avuto questo coraggio e, si sa, chi non fa nulla di certo non sbaglia (ma nemmeno serve l'Italia!). Nell'attacco a tre punte della CdL noi scegliamo Gianfranco FINI come centravanti. Una leadership nuova per un'Italia Nuova.

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giovedì, 22 febbraio 2007

PREPARATI GIANFRANCO!!!

questo signore tornerà a fare il Professore universitario

postato da: micpiv alle ore 12:03 | link | commenti (11)
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martedì, 11 aprile 2006

SENZA PAROLE

postato da: unaragazzaxbene alle ore 13:40 | link | commenti (43)
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giovedì, 06 aprile 2006

Grazie a Mirco che ha composto questo bel manifesto...
Scegliamo Fini Premier e facciamolo in tanti!

postato da: vittux66 alle ore 15:04 | link | commenti (17)
categorie: alleanza nazionale, fini presidente
martedì, 28 marzo 2006

La proposta di Fini: via l’Ici dalla prima casa
Più Destra nel Governo dell'Italia di domani
Il conto alla rovescia verso il voto entra nel vivo. E Gianfranco Fini lancia il suo affondo, traducendo in proposte concrete lo slogan: «Più destra nella politica fiscale». Il leader di An punta il dito contro una delle tasse meno amate dagli italiani: l'Ici. E lo fa lanciando l'idea di una riduzione progressiva per cinque anni dell'Imposta comunale sugli immobili, fino alla completa cancellazione dell'imposta sulla casa in cui si vive. Una ricetta fiscale,quella del vicepremier, che si allarga anche ad altri ambiti comprendendo anche la riduzione del cuneo fiscale e l'introduzione del quoziente di reddito familiare.
«L'imposta comunale sugli immobili - dice Fini - non può essere così elevata come oggi, e noi vogliamo eliminarla nei casi in cui la casa non dia un gettito, quando cioè la casa è il tetto sotto cui si vive. Poi dobbiamo continuare a ridurre il cuneo fiscale per le imprese e, soprattutto, garantire le famiglie monoreddito. Credo - aggiunge il ministro degli Esteri - che la proposta più innovativa in questa campagna elettorale sia proprio la proposta della destra quando dice:introduciamo il quoziente di reddito familiare. Non guardiamo al reddito di Mario Rossi cittadino, guardiamo al reddito della sua famiglia perchè, soprattutto se è una famiglia che deve pagare l'affitto, con moglie e figli a carico, se c'è un solo stipendio rischia di non arrivare alla fine del mese». La «proposta Fini» sull'Ici accende subito il dibattito e incontra consensi dentro la Casa delle libertà. «Fini pensa alle case, Prodi alle tasse» commenta Francesco Storace. «Oggi - afferma il dirigente di Alleanza nazionale - Fini ha lanciato una proposta di grande impatto sociale:puntare ad eliminare l'Ici dalla casa in cui si abita è molto più concreto delle capriole che Prodi sta facendo, minacciando i contribuenti su estimi catastali e tasse di successione». Ma anche negli altri partiti della Cdl la proposta suscita commenti favorevoli. «È un'idea interessante su cui riflettere» dice Pierferdinando Casini. «La casa - aggiunge il presidente della Camera - non è un bene da tartassare ma da privilegiare anche perchè rappresenta l'aspirazione di molti italiani mettere i propri risparmi nella casa».Sulla questione fisco restano puntati i riflettori della campagna elettorale. «Votare per la sinistra vuol dire votare per le tasse», insiste Andrea Ronchi, portavoce di An, secondo il quale «è chiaro che la vera anima del centrosinistra è venuta fuori. Come dice Fini, se vince Prodi gli italiani rischiano a Pasqua di ritrovarsi una brutta sorpresa: più tasse sulla casa e sui loro risparmi». Lo stesso Ronchi, poi, svela il progetto dei 350 comitati «Per Fini premier», nati in tutta Italia per attrarre il consenso di chi,lontano dalle tessere di partito, vede nel vicepremier «la marcia in più - come spiega Ronchi - non solo di Alleanza nazionale ma di tutta la Cdl».
Comitati a cui hanno aderito personalità di spicco, «professori universitari, non veline», per dirla con il portavoce di An, come la professoressa Daniela Santus dell'associazione Geografi italiani, l'immunologo Ferdinando Aiuti, l'ex ostaggio in Irak Salvatore Stefio, la contessa Daniela Memmo, il professore Michele Coccia, il regista Luca Barbareschi.Personaggi noti e intellettuali che avranno, in questo sprint finale, il compito di sollecitare «il porta a porta, il volano con cui raggiungere il risultato che speriamo».

postato da: vittux66 alle ore 12:01 | link | commenti (15)
categorie: alleanza nazionale, fini presidente
lunedì, 27 marzo 2006

DA CHE PARTE STATE? FATE IL TEST E SCOPRITELO!

 

Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?

postato da: unaragazzaxbene alle ore 01:14 | link | commenti (5)
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sabato, 25 marzo 2006

''Prodi, nel rapporto con l'economia, ha come interlocutori i grandi gruppi industriali''
Fisco, Fini: ''Guardare al reddito familiare''
Il vicepremier invita gli italiani ad andare a votare: ''Il catastrofismo del centrosinistra e il trionfalismo di qualche nostro alleato non hanno ragione di essere''
Nella foto Gianfranco Fini (Infophoto)Grosseto, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - ''La prima proposta che An farà se tornerà al governo sarà quella di cambiare il rapporto tra fisco e cittadino''. Lo ha annunciato il vicepresidente del Consiglio e leader di An Gianfranco Fini durante una manifestazione in piazza Duomo a Grosseto. Davanti a un pubblico numerosissimo il ministro degli Esteri ha sottolineato che ''non ha più senso che lo Stato dica al cittadino 'guadagni tanto e paghi tanto'''. Secondo Fini, infatti, bisogna guardare ''al reddito complessivo della famiglia, perché una persona con 700 euro al mese e con moglie e figli a carico non arriva alla fine del mese''.
Parlando, poi, delle critiche dell'ex presidente degli industriali Antonio D'Amato alla linea di Montezemolo, Fini ha sottolineato che ''saranno gli imprenditori a valutare le opinioni di D'Amato e quelle, certamente diverse, dell'attuale numero uno di Viale dell'Astronomia''. ''Se in Italia ognuno facesse quello che è preposto a fare, quindi Confindustria tutelare gli interessi degli imprenditori e la politica cercare di dare una visione generale d'insieme per il Paese - ha osservato il ministro degli Esteri - forse andrebbe tutto meglio''.
Fini, poi, si è detto soddisfatto della ripresa della Fiat. ''Va dato atto a Montezemolo di aver capito cosa doveva fare: si trattava della cosa più semplice e, al tempo stesso, più difficile - ha spiegato - Nel momento in cui abbiamo detto chiaro e forte ai gruppi industriali che non si poteva più continuare a bussare alle casse dello Stato che non è Pantalone, non possiamo pagare i vostri debiti con i soldi dei contribuenti, Montezemolo ha capito che era arrivato il momento di entrare nella logica del mercato. La Fiat si è ripresa perché finalmente ha cominciato a produrre macchine che qualcuno compra''. Poi l'affondo al centrosinistra. ''Romano Prodi nel rapporto con l'economia aveva e ha un interlocutore ben definito - ha sottolineato il leader di An - che non è il mondo della piccola e media impresa. L'interlocutore naturale del centrosinistra sono sempre stati, e lo dimostrano anche le polemiche di questi giorni, i grandi gruppi industriali che erano stati abituati male dal centrosinistra. Erano sempre stati abituati a bussare alla cassa dello Stato quando c'erano le perdite, senza porsi alcun problema di competitività''.
Quindi l'appello agli italiani ad andare a votare, ''perché queste saranno elezioni di grande importanza. Rinunciare a votare è certamente sbagliato''. Secondo Fini se l'affluenza alle urne dove essere alta come nel 2001 potrebbe vincere la Cdl. Il vicepremier ha allora invitato gli indecisi a votare per il centrodestra, e in particolare per il suo partito perché ''Romano Prodi non è una novità. L'Italia l'ha già governata... ''. Fini però ha sottolineato che ''non c'è ombra di dubbio'' che per ottenere il voto dei cittadini indecisi ''dobbiamo partire dalla condizione reale della vita degli italiani, accettando il confronto con l'opposizione - ha aggiunto il ministro degli Esteri - a patto che questa sia onesta. Infatti il catastrofismo di cui parla il centrosinistra non ha ragione di essere, ma non ha ragione di essere anche il trionfalismo di qualche nostro amico ed alleato''.
postato da: vittux66 alle ore 15:47 | link | commenti (6)
categorie: alleanza nazionale, fini presidente
giovedì, 23 marzo 2006

ELEZIONI: FINI, IN BILANCIO GOVERNO MOLTE COSE POSITIVE
ANCORA MOLTO DA FARE MA NON SI CAMBIA TORNANDO INDIETRO
Lamezia Terme, 20 mar. - (Adnkronos) - ''L'Italia non e' un paese ricco e felice. Ma non ci si puo' accusare, come fa il centrosinistra, di aver portato l'Italia al disastro. Le gente non crede ne' all'una ne' all'altra tesi, perche' ha antenne per sentire ed occhi per vedere''. Lo ha affermato il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, conversando a Reggio Calabria con i giornalisti.
postato da: vittux66 alle ore 14:43 | link | commenti (4)
categorie: fini presidente, fini ministro degli esteri

E PENSARE CHE CALIPARI E' MORTO PER LIBERARLA...
«Un mercenario come Quattrocchi non merita una medaglia». È l'opinione di Giuliana Sgrena. La giornalista del Manifesto sequestrata un anno fa in Irak pensa sia stata una scelta inopportuna e lo dichiara senza preoccuparsi troppo né di ferire i parenti e gli amici dell'uomo ucciso dai terroristi né di contestare la volontà del capo dello Stato. «Quando ho saputo che il presidente Ciampi aveva conferito la medaglia d'oro al valor civile a Fabrizio Quattrocchi ho stentato a crederci
».
A voi ogni commento su questa ennesima infamia della portabandiera della sinistra italiana

postato da: vittux66 alle ore 14:39 | link | commenti (16)
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venerdì, 17 marzo 2006

BARZELLETTA ELETTORALE
"Il nostro dovere morale e civile"
 
Signor parroco mi vorrei confessare
Certo figliolo, qual è il tuo nome?
Romano Prodi
Ah ex presidente del consiglio... Ascolta figliolo, mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore, credo sia meglio che tu ti rechi dal vescovo
Così Prodi si presenta dal Vescovo chiedendo se lo può confessare
Certo figliolo come ti chiami?
Romano Prodi... ex presidente del consiglio
Caro mio, non ti posso confessare perchè il tuo è un caso difficile
Meglio che tu vada in Vaticano
Prodi va dal Papa
Sua Santità voglio confessarmi
Caro figliolo come ti chiami?
Romano Prodi
Ahi ahi ahi figliolo il tuo caso è molto difficile anche per me
Guarda, qui c'è una Cappella, al suo interno troverai una croce, il Signore ti ascolterà!
Prodi, giunto nella Cappella, si rivolge alla croce
Signore voglio confessarmi
Certo figliolo come ti chiami?
Romano Prodi
Chi???
Ex presidente del consiglio?
Ex presidente dell'IRI
Ex presidente della Commissione Europea
L'amico dei comunisti?
Quello che ha creato la tassa una tantum sui conti correnti di tutti i ricchi e i poveri (8 x 1000)?
Quello che ha creato la tassa di lusso una tantum sulle moto dei ricchi e dei poveri (ca 700.000 lire)?
Quello che ci ha spremuti per entrare nell'euro (da 60.000 lire a testa)
Quello che ha inventato la tassa su lmedico di famiglia (80.000 lire)
Quello che ha introdotto l'IRAP
Quello che ha fatto una voragine dei conti dell'IRI e ovviamente ha insabbiato tutto
Quello che stava svendendo la SME e ha svenduto la CIRIO
Quello che ha permesso alla Cina di invadere i nostri mercati europei di materie prime a basso costo senza controllo...
Ehm... Sono sempre io Signore
Figlio mio, non ti devi confessare, devi solo ringraziare!
Ringraziare chi?
I romani, per avermi inchiodato qui... Altrimenti scendevo e ti facevo un sedere così!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mia "morale" per concludere. Il 9 e 10 aprile gli elettori di "sinistra" pensino e riflettano bene prima di votare un simile "personaggio"...
postato da: ilmatty alle ore 15:46 | link | commenti (32)
categorie: barzelletta elettorale
lunedì, 27 febbraio 2006

STORACE, BERLUSCONI CAPO COALIZIONE MA SOGNO FINI PREMIER
Roma, 27 feb. - (Adnkronos) - ''Il nostro appoggio a Berlusconi come capo della coalizione e' dovuto anche ad un dovere di fedelta'. Il capo della coalizione e' Berlusconi, non ho dubbi. Ma se mi si chiede un sogno, beh e' quello di avere il decreto di nomina firmato da Gianfranco Fini''. Lo ha detto il ministro della Salute Francesco Storace nel corso del confronto televisivo con il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, condotto da Enrico Mentana su 'Matrix'.
postato da: vittux66 alle ore 23:49 | link | commenti (13)
categorie: alleanza nazionale, fini presidente

Il ministro degli Esteri: «Da Prodi polemica non fondata»
Fini: «Parigi ha violato le regole europee»
«In sede europea l'Italia farà presente che il rispetto delle regole è indispensabile. L'assenza di Mario Monti dall'Ue non c'entra»
ROMA - «Quella del governo francese è una scelta protezionistica che si scontra con i valori e le regole del libero mercato europeo». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. «In sede europea l'Italia farà presente che il rispetto delle regole è indispensabile. L'Italia porrà il problema, oltre che nel rapporto con la Francia, anche in sede comunitaria perché si tratta, come tutti hanno messo in evidenza, di una scelta che non è rispettosa di un pricipio dell'Ue».

Gianfranco Fini (Lapresse)
Gianfranco Fini (Lapresse)
«MARIO MONTI NON C'ENTRA»
- Alle domande sulle accuse rivolte da Prodi al governo circa l'assenza di Mario Monti in commissione europea, Fini risponde che «con tutto il rispetto per Monti, il governo francese avrebbe operato la scelta di difesa dell'interesse nazionale chiunque fosse stato commissario europeo. Prodi dice una cosa che sa non essere fondata. Approfitta anche di questa questione per una polemica interna che non gli fa onore perché, essendo stato presidente della Commissione Ue sa perfettamente che la scelta di alcuni governi nazionali prescinde totalmente da chi è nella commissione».
27 febbraio 2006
postato da: vittux66 alle ore 23:47 | link | commenti (13)
categorie: fini presidente, fini ministro degli esteri
domenica, 26 febbraio 2006

IL PRESIDENTE DEL SENATO

Marcello Pera ha lanciato un appello per l'Occidente. Io l'ho sottoscritto.

Credo sia un risveglio delle coscenze civili di questa Nazione che grazie anche ad A.N. difende le libertà acquisite ed il rispetto dei valori con cui tutti noi siamo cresciuti.

www.perloccidente.it

postato da: micpiv alle ore 19:57 | link | commenti (9)
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sabato, 25 febbraio 2006

NASCE http://nuovadestraitaliana.risorse.com
E' un movimento politico tutto on line che ora appoggia la candidatura di Gianfranco Fini alla Presidenza del Consiglio.

postato da: vittux66 alle ore 21:53 | link | commenti
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martedì, 14 febbraio 2006

MATRIX
    FINI - D'ALEMA

D'Alema è riuscito ad accusare Fini di essere accompagnato da gruppi "neofascisti" e chi cita in proposito? La Mussolini! Parentele a parte vi risulta che la Mussolini sia in totale disaccordo con le ideologie del centrodestra? Vi sembra un'integralista? A me francemente no...
Fini risponde a tono, gli chiede come sia possibile avere una coalizione che metta insieme Mastella e No global come Caruso (ci ricordiamo chi è Caruso...il rappresentante dei Disobbedienti eh, altro che neofascismo),o se avesse il coraggio di candidare chi arriva ad affermare che uccidere i militari italiani sia giusto e normale in quanto "autodeterminazione" del popolo iracheno. Lui ovviamente divaga e si attacca al fatto che abbiano tre candidati premier e che non sia stato il popolo a sceglierli, peccato però che per la sinistra le primarie siano state necessarie perchè Prodi non possiede un partito! D'Alema, nonostante tutto, non si sente ancora appagato e mette in discussione il programma (di destra) che non è ancora stato presentato, Fini con sorriso sarcastico risponde che nonostante i 281 punti del programma di Prodi, non viene citata la TAV,  perchè? La motivazione è che non sono d'accordo neanche su quello!


postato da: unaragazzaxbene alle ore 14:45 | link | commenti (14)
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lunedì, 13 febbraio 2006

RICEVO E PUBBLICO
Caro Presidente,
le pongo una semplice domanada:
è normale secondo lei che un impiegato statale debba pagare di affitto, ogni mese, più della metà dello stipendio e che il padrone di casa riesca, indisturbato, a non pagarci neanche una lira di tasse su quello che ci ricava?
Cosa farete di concreto per contrastare questo mercato del caro-affitti che sembra ormai diventato inarrestabile?
Grazie dell'attenzione
Un suo "possibile" elettore
caro lettore, la tua domanda sarà inoltrata al Presidente Fini

postato da: vittux66 alle ore 14:23 | link | commenti (3)
categorie: fini presidente
sabato, 11 febbraio 2006

Perchè votare Fini alle politiche del 9 aprile?

  • Perchè è un Signor politico, al contrario di Berlusconi che è un Signor imprenditore, "prestato" con risultati comunque egregi, alla politica;
  • Perchè ha carisma;
  • Perchè ha una dialettica che solo pochi politici hanno;
  • Perchè ha molta personalità;
  • Perchè è coerente;
  • Perchè è una persona retta;
  • Perchè è serio;
  • Perchè è la persona giusta per il futuro della nostra bella Italia!
postato da: ilmatty alle ore 19:18 | link | commenti (31)
categorie: fini presidente
lunedì, 06 febbraio 2006

Falce, Martello e Cosa Nostra
-interessi occulti della sinistra-


Berlusconi mafioso? Possibile...ma anche se fosse non sarebbe l'unico:
Dal sito antimafia2000, riporto parte dell'articolo, il resto lo trovate su
http://www.antimafiaduemila.com/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=1141 , buona lettura...

La storia dei rapporti con Cosa Nostra della parte più ‘manageriale’ e  ‘migliorista’ del Pci (e poi dei Ds). Ha pesato per anni nella vita del partito. Rappresentava quanto di irrisolto resta nella storia della lotta alla mafia dei comunisti siciliani. Ogni volta che il suo nome veniva fuori, si ripartiva da lì: dalla volontà di Pio La Torre di cacciarlo. Adesso, Antonino Fontana è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Di lui scrivono soprattutto i giornali del centro-destra. A sinistra, nei Ds, resta una ferita aperta, ferita che brucia, che attraversa un ventennio. Questa storia è fatta di poche isolate voci contro e di imbarazzanti silenzi. (...)Le cooperative, sempre loro. Occupazione e sviluppo con targa Pci. Ma anche polmone finanziario per le attività del partito. Se i compagni tuonavano dal palco, bandiere e feste dell’Unità qualcuno doveva pur pagarle. E c’erano ancora gli uomini delle coop al tavolo del consiglio di amministrazione di L’Ora, il glorioso  e combattivo giornale comunista di Palermo. Fontana entrò il 4 aprile dell’81 con l’incarico di amministratore delegato, per restarci fino al 18 febbraio ’82.

postato da: unaragazzaxbene alle ore 16:32 | link | commenti (2)
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giovedì, 02 febbraio 2006

D'Ambrosio si candida nell'Ulivo
-gli interessi occulti della sinistra-


Dopo Di Pietro ecco che arriva il compagno a sostenere "l'Italia dei valori". Gerardo D'Ambrosio, l'ex procuratore di Milano, simbolo di  Mani Pulite, sarebbe pronto a mettere a  disposizione ''esperienza e professionalita''' per una ''riforma  complessiva della giustizia''.  Io non parteggio per Berlusconi...ma poi ditemi che non ha ragione quando parla di magistrati accaniti perchè contrari alle idee politiche dell'imputato! Ecco la nostra Magistratura super partes, ecco a voi chi decide di privarci della nostra libertà. Sapete cosa risponde a chi solleva dei dubbi circa la sua "correttezza professionale?":Sono stato allievo di Bianchi D'Espinosa che mi ripeteva sempre di essere antifascista e di avere giurato su una Costituzione antifascista. Io dico lo stesso ed è motivo di vanto. Ho fatto il magistrato come la Costituzione mi dice di farlo". Forse questo è il problema.

NO COMMENT

I compagni di partito lo difendono sostenendo che D'Ambrosio sia in pensione da tre anni...ma il problema non è quello! La sua candidatura, come pure quella di Di Pietro sono sintomo delle idee politiche dalla Magistratura italiana! Io posso capire che la maggior parte dei giudici in Italia abbia una coscienza viva del del fascismo, perchè loro a differenza nostra l'hanno vissuto sulla propria pelle, ma questo non significa che la destra attuale si avvicini al regime fascista di Mussolini! Non scherziamo! La verità, forse, è che per l'Italia è ancora troppo presto affidarsi alla destra...Berlusconi non è stato eletto per la sua corrente politica, ma per la sua persona, perchè era una novità, niente di più. Apriamo gli occhi, siamo nel 2006, Fini stesso ha rinnegato il regime fascista, LA DESTRA NON E' FASCISMO E NON E' SOLO BERLUSCONI.

postato da: unaragazzaxbene alle ore 15:05 | link | commenti (27)
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mercoledì, 01 febbraio 2006

IRAQ: FINI, IN CASO CALIPARI SOLDATO USA DOVREBBE RISPONDERE A ITALIA
NE HO PARLATO CON LA RICE, USA COSCIENTI CHE E' UN PROBLEMA
Roma, 31 gen. - (Adnkronos) - ''Il soldato dovrebbe rispondere alla giustizia italiana, le autorita' americane fanno resistenza, muro. Ne ho parlato con la Rice, loro sono coscienti che e' un problema, ma difendono l'operato della loro commissione''. Gianfranco Fini, a 'Omnibus' su La7, ha parlato del caso Calipari e del soldato americano che per l'Italia e' responsabile della morte dello 007 italiano.
postato da: vittux66 alle ore 20:44 | link | commenti (4)
categorie: fini presidente, fini ministro degli esteri

Calcio. Fini: striscioni razzisti sono ignoranza pura
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini
 "Alla base c'è l'ignoranza allo stato puro". Il vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, commenta secco gli striscioni di matrice razzista esposti domenica allo stadio Olimpico durante la partita Lazio-Livorno.
"Il provvedimento del governo per contrastare questi pseudo-tifosi, il decreto Pisanu, è un provvedimento molto molto rigoroso. Non sarà difficile - osserva Fini, intervenuto alla trasmissione 'Omnibus' de La 7 - individuare questi autentici imbecilli, ma purtroppo è un fenomeno difficilmente arginabile". "Se c'è una bestialità assoluta - conclude il leader di An - è il razzismo".
La giustizia sportiva deciderà oggi quali sanzioni comminare alla società sportiva Roma, che rischia di vedersi chiudere lo stadio Olimpico per gli striscioni nazisti esposti domenica nell'incontro con il Livorno.
Sul piano investigativo la Digos ha acquisito i dati informatici dei biglietti venduti per risalire agli occupanti dei posti a sedere tra i quali è stato esposto lo striscione incriminato. Proprio lo Stadio olimpico di Roma era stato recentemente dotato di sofisticate misure di prevenzione proprio per evitare episodi del genere.
Le immagini, così come quelle del saluto di Di Canio, qualche settimana fa, hanno fatto il giro del mondo. E le agenzie di stampa internazionali parlano di un caso italiano, di un paese impotente davanti al fenomeno neonazista.

postato da: vittux66 alle ore 20:41 | link | commenti
categorie: fini presidente, fini ministro degli esteri

ANTONIO DI PIETRO
- interessi occulti della sinistra-

Guardate un po' cos'ho trovato sul sito di Beppe Grillo...

" SCUSATE, MA QUESTE NOTIZIE SI D-E-V-O-N-O DARE anche se ci fanno male.

Vi comunico che il "paladino della legalità" Antonio Di Pietro, quello "per la pace senza se e senza ma", quello "assolutamente contro il ponte sullo stretto di Messina", quello che vuole fare "pulizia" nella politica italiana e punta sempre il dito contro gli altri, non solo ha nominato la moglie assessore al comune di Bergamo, l'amica assessore al comune di Bologna ecc. ecc. scatenando un putiferio nel suo partito e dimissioni a centinaia tra gli onesti che gli avevano creduto, MA ORA NE HA COMBINATA UNA DEGNA DELLA STAMPA NAZIONALE.Sappiate che dopo aver candidato nella sua lista alle politiche con "nonchalance" qualche persona MOLTO chiacchierata nella città di Gioia Tauro (dico Gioia Tauro, Calabria), adesso non ha esitato un attimo ad accogliere con tutti gli onori (sempre in Calabria) un personaggio che in teoria dovrebbe essere l'antitesi del dipietrista: nientemeno che l'ing. AURELIO MISITI, ex Presidente - nominato da Silvio Berlusconi in persona - del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ex assessore regionale calabrese ai Lavori Pubblici nella recente giunta Chiaravalloti (Forza Italia), NON EX MA ANZI ATTUALISSIMO GRANDE SPONSOR DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA.
Misiti ha aderito ufficialmente ad Italia dei Valori, e probabilmente sarà uno dei capilista alle prossime politiche nella circoscrizione calabrese per la lista dipietrista.ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO, DIREBBE IL GRANDE TOTO'!!!Certo che a faccia di bronzo Tonino Di Pietro sta diventando serio antagonista delle baldracche peggiori della politica italiana... "


CHE VALORI DI PIETRO!COMPLIMENTI!

(Non riporto il nome dell'autore del commento per una questione di privacy, chiunque volesse consultarlo può farlo al http://www.beppegrillo.it/2005/09/etica_e_politic.html)

postato da: unaragazzaxbene alle ore 11:48 | link | commenti (6)
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martedì, 31 gennaio 2006

VOGLIO TIRARE FUORI GLI INTERESSI OCCULTI DELLA SINISTRA

Sono davvero STANCA di sentirmi ripetere da ogni dove che Berlusconi è un mafioso, che pensa solo ai suoi interessi e che con lui TUTTA la destra ci porterà allo sfascio! Parliamo di VOI care zecche, dei vostri interessi occulti, quelli che non sono palesi all'Italia perchè non possedete mezzi di comunicazione...
Soru, patron di tiscali , non mi sembra lontano dal conflitto d'interessi, eppure  nessuno si lamenta dei suoi plurimi interessi e sebbene sia politicamente parlando un ignorante è il PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA...e quindi?
Quindi vi propongo una caccia all'uomo  (o meglio agli interessi occulti della zecca) e nell'attesa delle vostre segnalazioni, vi do un assaggio di ciò che accade in Sardegna:

Articolo del 2000...
L'ultimo bianco coniglio uscito dal magico cilindro di Renato Soru, fondatore di Tiscali e profeta sardo di Internet, si chiama città della musica. O meglio, musix.it , sito inaugurato alla vigilia di Natale dello scorso anno, che conta già cinquantamila contatti al giorno.Definito "il Bill Gates italiano", Renato Soru è entrato di diritto nel gotha della finanza italiana. Tiscali con il suo patrimonio, per capitalizzazione, vale quanto la Fiat di Agnelli. Il titolo, a Piazza Affari, è schizzato più volte a livelli record. Nel mese di marzo, giusto per fare un esempio, in un solo giorno ha guadagnato 5.500 miliardi e Soru, che detiene il 70 per cento del capitale, è diventato più ricco di 3.800 miliardi. Gli scettici della new economy scuotono la testa e parlano di "bolla speculativa pronta a esplodere", ma sull'altro fronte l'euforia è incontenibile e i numeri volano.Figlio di una buona famiglia sarda di Sanluri, Renato Soru incontra Internet attraverso Niki Grauso, fondatore di Videolina (emittente televisiva) e, poi, editore de "L'Unione Sarda". Folgorato dalla rete delle reti Grauso crea Video on line, primo provider italiano, con base a Cagliari. Il giovane Soru deve occuparsi della rete cecoslovacca, e riesce a conquistare una fetta consistente del nascente mercato Internet. Grauso, nel frattempo, alle prese con un indebitamento miliardario con la Telecom, deve abbandonare la sua creatura che diventa tin.it, l'Internet provider della Telecom.Ma Soru, grazie anche a un contatto con Elserino Piol (ex vicepresidente Olivetti, il vero, grande superguru di tutto quanto in Italia abbia a che fare con telecomunicazioni, Internet, telefonini, ecc.) torna sulle telecomunicazioni. Con una prima idea innovativa: quella di comprare all'ingrosso un monte-ore di telefonate dalla Telecom per poi rivenderle agli utenti con un sistema di schede prepagate da 50, 100, 200 mila lire. Per chiamare, si compone un prefisso di cinque cifre e quindi il numero desiderato. Il costo della telefonata, scontato, viene scaricato dalla tessera. Quando la tessera è esaurita, se ne compra un'altra.«Soru, in buona sostanza», ha scritto Giuseppe Turani, «sta allestendo una sorta di grande supermercato, con i clienti che girano fra i banconi e gli scaffali vuoti. Non deve trovare lui la merce da vendere. L'importante è che abbia i clienti dentro il supermercato. Poi affitterà i banconi e gli scaffali a chi ha qualcosa da vendere: così funziona la rete. Gli esperti stimano che nel 2001 Tiscali avrà più del 20 per cento del mercato degli internettisti. Su mille abbonati a Internet, insomma, 230 saranno suoi. Quasi un quarto del mercato. Impossibile non attribuire un valore a tutto ciò. Valore, per ora, virtuale e immaginario perché nessuno sa che cosa renderanno, in termini commerciali, gli abbonati di Tiscali o di chiunque altro. Però, visto che tutti sono a caccia di questi abbonati, Soru può dire: io mi sto avviando a avere in casa un quarto dei futuri internettisti. E tutto questo vale qualcosa».

Detto tutto ciò, mi domando: e Soru? E' stato eletto Presidente della Sardegna (regione, tra l'altro, con Statuto Speciale e speciale autonomia di poteri), ed è tuttora l'azionista di controllo di Tiscali. E allora? Nessun conflitto in questo caso? Non è una domanda retorica, è per capire. Una prima spiegazione (che a me non soddisfa per niente, anzi, mi preoccupa pure un po') la dà lo stesso Soru, che la vede così:

Quanto al conflitto d'interessi, Soru ha precisato che non intende vendere Tiscali. «Troverò altre soluzioni. Nel mio caso è troppo parlare di conflitto d'interessi. Non possiedo mezzi d'informazione, non sono concessionario di reti televisive. Da presidente della Sardegna non posso fare cose contro o pro Tiscali, che fa il 18% dei suoi ricavi in Italia e solo l'1% in Sardegna»

 

 Non vorrei che fosse già scattato, anche tra il popolo della rete, quel riflesso condizionato, che ha lontane radici berlingueriane e togliattiane, secondo cui
1) chi è di sinistra è etnicamente migliore, buono e puro; 2) Soru è di sinistra; 3) ergo, il conflitto di interessi, nel suo caso, non può esserci, a priori.

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domenica, 29 gennaio 2006

PALESTINA: COLLOQUIO FINI-LIVNI, HAMAS RICONOSCA ISRAELE
(AGI) - Roma, 27 gen.- -Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, ha ricevuto oggi una telefonata dal nuovo ministro degli Esteri d'Israele Tzipi Livni, che ha voluto esprimere il suo compiacimento per l'eccellente stato delle relazioni bilaterali e la sua gratitudine per il sostegno che l'Italia continua a fornire alla politica di pace e sicurezza di Israele in particolare nella delicata fase che precede le elezioni politiche israeliane.
Il colloquio si e' incentrato sulla condivisa preoccupazione per gli scenari aperti dalla vittoria di Hamas alle elezioni legislative palestinesi. In particolare, il ministro Fini ha sottolineato la necessita' che la comunita' internazionale si muova compatta nel rivolgere ad Hamas un pressante invito a rispettare con genuinita' di intenti, ed a praticare con concretezza di comportamenti e scelte politiche, i valori della pace, della democrazia e della dignita' della persona umana. I due Ministri hanno pienamente convenuto nel ritenere indispensabile, ai fini dell'auspicata prosecuzione del dialogo israelo-palestinese secondo le linee fissate nella "roadmap", che Hamas riconosca in termini inequivocabili il diritto di Israele ad esistere e rinunci a qualsiasi forma di terrorismo e violenza. Il ministro Fini ha preannunciato l'intenzione di far valere questa impostazione anche a Bruxelles, in occasione della prossima riunione del CAGRE fissata per lunedi' 30 gennaio.
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GIORNATA MEMORIA: FINI, CI FU IL SILENZIO DI TROPPI
ROMA - Con un parallelo tra l'eroismo di Giorgio Perlasca, "forse il più famoso tra i giusti italiani", e quello di Fabrizio Quattrocchi, ucciso in Iraq, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha commemorato la Giornata della memoria presentando 'I Giusti d'Italia', il libro edito della Mondadori dedicato ai circa 400 italiani che il Memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, lo Yad Vashem, ha riconosciuto come salvatori degli ebrei durante lo sterminio. Un parallelo, ha detto Fini - di fronte ad una platea composta dai vertici delle istituzioni ebraiche nazionali e romane (da Amos Luzzatto a Leone Paserman al rabbino capo Riccardo Di Segni) ma anche dal sottosegretario Gianni Letta, da Giorgio Napolitano, da Giuliano Amato, dal portavoce di An Andrea Ronchi, e dal ministro Giorgio La Malfa - che indica quanto sia sottile "la line di confine tra eroismo e viltà". "Si può vivere nell'ordinarietà, senza ambizioni, e poi - ha spiegato Fini ricordando il coraggio di quelli che accorsero in aiuto degli ebrei e l'orgoglio di Quattrocchi - trovarsi costretti all'improvviso a scelte fondamentali che mettono alla prova la tenuta dei propri ideali e la coerenza dei propri comportamenti".
Ma il vicepremier e presidente di An - lui, che è andato in visita a Yad Vashem - ha ammonito anche sul fatto che "la celebrazione del valore inestimabile" delle azioni dei Giusti non può e non deve valere da "auto-assoluzione collettiva" sulle colpe del passato. Una presa di posizione che Fini ha fatto seguire al richiamo, avanzato in apertura del suo discorso, a quanto sostenuto dal presidente dell'Unione delle COmunità ebraiche italiane Amos Luzzatto sul rischio che il passare degli anni introduca una sorta di "rituale stanco e privo di contenutì" nella celebrazione della Giornata della Memoria. Per questo Fini ha tenuto a ribadire l'importanza di un'occasione come quella della presentazione del libro sui Giusti italiani al quale hanno contribuito l'ambasciata e l'Istituto italiano di cultura in Israele, diretto da Simonetta Della Seta.
"Ricordiamo - ha aggiunto il ministro - che i meriti, come le colpe, sono individuali. Il valore dei pochi non condona la colpevole passività dei molti che con il loro silenzio assecondarono l'empio disegno persecutorio". "Però - ha subito aggiunto - rimane di straordinaria importanza la circostanza che anche in quelle ore cupe la fiammella dell'umanità non si fosse estinta del tutto". Esempio esaltato anche dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che nel messaggio pubblicato sul libro ha scritto: "Ai Giusti dobbiamo gratitudine come uomini e la nostra riconoscenza come italiani; per aver mantenuto alta la dignità del nostro popolo, per aver espresso con tanta forza i valori di giustizia e fraternità sui quali si fonda la nostra repubblica".
Le storie di questi Giusti sono state ripercorse sia da Liliana Picciotto, del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano - che ha curato il libro - sia da Andrea Riccardi, presidente della Comunità di Sant'Egidio e storico, sia da Nathan Ben Horin membro della Commissione per I giusti dello Yad Vashem. E Arrigo Levi, dopo aver ricordato le "sue" peregrinazioni a causa delle leggi razziali ha messo in risalto che il dovere della Memoria non va solo a chi è morto ma anche a chi fatto sì che altri si salvassero. Così come ha detto di condividere in pieno il richiamo del ministro Fini sul fatto che l'elogio dei Giusti non è certo una "assoluzione generale". Perché - ha detto Riccardi - se ci sono state le vittime, i carnefici, è anche vero che la maggior parte delle persone si é limitata ad assistere "inerte" alle persecuzioni e alle deportazioni. Liliana Picciotto ha fornito il quadro storico: nel 1943 all'avvio della Shoa c'erano 43 milioni di italiani e 32.000 ebrei circa. Di questi 8.000 sono stati arrestati da "tedeschi e italiani" e 24.000 si sono salvati.
"Questa Italia sommersa - ha detto - non si sarebbe potuta salvare senza il soccorso dell'altra Italia, quella emersa. Una Resistenza civile che è avvenuta in tutta Europa così come nel nostro paese. A cominciare dal clero cattolico che rivolse la sua carità cristiana non in maniera specifica solo verso gli ebrei, ma in modo particolare". "Un fenomeno più vasto e diffuso" che, ha ricordato Fini, é "la tessera di un mosaico di umanità esemplare ed ammirevole che reca un contributo importante alla storia italiana, proiettando un raggio di luce su pagine altrimenti fra le più buie".

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categorie: fini presidente, fini ministro degli esteri

Economia, l'autocritica di Fini "Aspettative non rispettate"
"Nessuno scontro con Ciampi sulla data delle elezioni"
<B>Economia, l'autocritica di Fini<br>"Aspettative non rispettate"</B> 
MILANO - Non usa la parola "promesse", tanto cara al presidente del Consiglio, ma le sue parole pesano ugualmente come pietre. Il vicepremier Gianfranco Fini, proprio mentre Berlusconi è in pressing televisivo per dire che il suo governo ha lavorato bene e che la crisi economia è solo una "percezione" degli italiani, lo contraddice facendo autocritica.
La prospettiva delle elezioni, per il leader di An, offre "l'occasione per una riflessione sull'andamento del made in Italy, in questi anni in cui la coalizione di centrodestra è stata al governo: ma una premessa è doverosa, è innegabile che le aspettative che avevamo sul fronte dell'economia nel momento in cui abbiamo iniziato la nostra esperienza di governo non si sono avverate per intero".
In buona parte, ha concluso il vicepremier, esse "sono dovute a circostanza arcinote ma su cui la capacità di intervento del governo era limitata se non nulla. Non sto invocando alibi ma un esame di coscienza si pone. Se losvolgiamo con la doverosa onestà si impone anche un'autocritica".
Fini ha poi escluso l'esistenza di uno scontro" con Ciampi sulla data delle elezioni: "I provevdimenti che dobbiamo ancora approvare sono molto importanti e in particolare la legge sulla droga".
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giovedì, 26 gennaio 2006

FINALMENTE VARATA (almeno da una Camera)
LA LEGGE FINI CONTRO LA DROGA!

postato da: vittux66 alle ore 22:48 | link | commenti (96)
categorie: fini presidente
lunedì, 23 gennaio 2006

E' NATO BLOG4FINI!
                                                                                   
http://blogs4fini.splinder.com/
Nuova iniziativa di Gianmario Mariniello, giovane dirigente di Azione Giovani di Aversa. Il blog di Mariniello aspira ad essere un collante tra tutti i blogger che appoggiano la candidatura di Gianfranco Fini a Premier, pertanto invito tutti gli altri partecipanti di fini2006 ad aderire a questa nuova interessante iniziativa. Con sommo dispiacere di Thomasmann e di spacciatore (scherzo eh!) continueremo anche noi a pubblicare, sapendo che da oggi possiamo mettere le nostre idee in condivisione anche nel blog di Mariniello! Ciao e non litigate troppo per piacere, a meno che non poniate temi seri di discussione, nel qual caso litigate pure che non fa male, anzi!

postato da: vittux66 alle ore 22:04 | link | commenti (4)
categorie: fini presidente
domenica, 22 gennaio 2006

MESSAGGIO DA VITTORIO TUCCI
Avevo deciso di non postare interventi personali, ma riportare molto pacatamente brani di giornali relativi alle iniziative-dichiarazioni-impegni di Gianfranco Fini. Poiché vedo con dispiacere che si stanno scatenando delle risse verbali nel blog che IO ho voluto e che amici leali hanno deciso di sostenere ho preso una decisione: interverrò anche con post personali e invito gli altri partecipanti del blog a fare altrettanto. Vorrei, se possibile, che nei commenti a questi post, post in cui tratterò temi concreti, non si divagasse troppo e ci si attenesse ai temi proposti (se volete suggeritene altri usando la community di splinder). Io sono convnto che anche Thomasmann, spacciatore e gli altri hanno cose serie da dire sui tanti temi importanti della vita politica nazionale, dunque vi invito tutti ad esprimere i vostri pareri. Iniziamo da un tema caldo: i soldati italiani dall'Iraq secondo voi andrebbero ritirati subito o gradualmente? Cosa fareste voi se foste il Presidente del Consiglio? Vi prego di motivare le vostre risposte e non abbandonarvi a slogan preconfezionati, ne ho già sentiti abbastanza, sia su questo che su tanti altri argomenti! Buona discussione, Vittorio

postato da: vittux66 alle ore 18:01 | link | commenti (16)
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Fini: nessuna spia per Unipol La sinistra si deve vergognare
Antonio Signorini da Roma
«L'opposizione si dovrebbe vergognare di questa accusa. Si vergognino perché se arrivano a questo livello di bassezza non dicano poi di tenere i toni bassi». Il controspionaggio preventivo dei Democratici di sinistra non va giù al vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, che ieri ha commentato con parole durissime l'affondo lanciato giovedì dal senatore diessino Massimo Brutti durante l'audizione del segretario generale del Cesis, prefetto Emilio Del Mese, nel corso della quale l'esponente della Quercia ha denunciato un possibile utilizzo nella «campagna di aggressione politica nei confronti dell'opposizione, di pubblici ufficiali infedeli o peggio di settori degli apparati». Un'accusa, quella della sinistra contro il governo, che Fini definisce «infamante e che merita di essere respinta con sdegno». E che porta il vicepresidente del Consiglio a rilanciare con forza le critiche al partito guidato da Piero Fassino. Nel mirino del leader di An ci sono i rapporti con le cooperative e il «tifo» per l'operazione Unipol-Bnl. E lo spunto lo danno le argomentazioni di chi, all'interno dell'Unione, proprio sulle Opa ha preso le distanze dai Ds. «Prodi e Rutelli - ha detto Fini - hanno ragione a dire “meno male che non è nata la finanza rossa”. Se lo dicono loro perché non dovremmo dirlo noi agli italiani? E fanno bene gli alleati a chiedere ai Ds quale era il loro interesse nella vicenda».  La tesi di Fini sull'intreccio politica-affari è la stessa del premier Silvio Berlusconi. An imputa alla Quercia in particolare «la filiera di potere» che soprattutto in certe regioni «finisce per condizionare il mercato».

Fini: nessuna staffetta Berlusconi-Letta. Elezioni, An si gioca tutto
Fini Gianfranco - serio
Gianfranco Fini,
Roma, 18 gennaio 2006
"Ho grande stima per Gianni Letta, ma non è ipotesi che si pone quella che possa prendere il posto di Berlusconi, come già detto tra l'altro dallo stesso premier". Il leader di An, Gianfranco Fini, negli studi Rai di 'Radio anch'io' boccia l'ipotesi di staffetta tra Berlusconi e il sottosegretario Letta.
Iraq 
"La guerra anglo-americana non fu errore", ha spiegato Fini rispondendo ad una domanda di un ascoltatore. A proposito della missione italiana a Nassirya, il titolare della Farnesina ha ricordato che le stesse parole, qualche settimana fa, sono state pronunciate anche dal presidenmte della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Noi non abbiamo fatto una guerra - ha sottolineato Fini - ma siamo interenuti solo dopo la caduta di Saddam e con una risoluzione dell'Onu. Di sicuro non si può avere nostalgia di Saddam". Ora, ha aggiunto il ministro degli Esteri "chi chiede di restare agli italiani sono gli stessi iracheni". Certo, ha risconasciuto Fini, "in Italia esiste una pubblica opinione che è contratria e che va rispettata, ma bisogna anche essere consapevoli che se si vuole la pace non bastano solo le manifestazioni ma anche l'assunzione di responsabilità. Io non ho alcuna simpatia per un certo tipo di pacifismo che è una caricatura di se stesso, ma vivere in pace significa eliminare i germi della violenza".
An partito di Fini?
"Non l'ho chiesto io. Lungi da me la tentazione di voler fare un partito su misura", si schernisce ai microfoni di 'Radio anch'io' il vice presidente del Consiglio, incalzato sulla scelta di inserire il suo nome nel simbolo del partito per le prossime elezioni. Fini ha ricordato come una richiesta in tal senso fosse stata avanzata da "500 dirigenti del partito all'unanimità". "Non è certamente presunzione, semmai -ha sottolineato il leader di An- si tratta della massima assunzione di responsabilità, perché in queste elezioni ci giochiamo tutto e, dunque, dobbiamo farlo in prima persona e tutti hanno il dovere di farlo, a partire dal presidente del partito".