
Grazie a Mirco che ha composto questo bel manifesto...
Scegliamo Fini Premier e facciamolo in tanti!
La proposta di Fini: via l’Ici dalla prima casa
Più Destra nel Governo dell'Italia di domani
Il conto alla rovescia verso il voto entra nel vivo. E Gianfranco Fini lancia il suo affondo, traducendo in proposte concrete lo slogan: «Più destra nella politica fiscale». Il leader di An punta il dito contro una delle tasse meno amate dagli italiani: l'Ici. E lo fa lanciando l'idea di una riduzione progressiva per cinque anni dell'Imposta comunale sugli immobili, fino alla completa cancellazione dell'imposta sulla casa in cui si vive. Una ricetta fiscale,quella del vicepremier, che si allarga anche ad altri ambiti comprendendo anche la riduzione del cuneo fiscale e l'introduzione del quoziente di reddito familiare.
«L'imposta comunale sugli immobili - dice Fini - non può essere così elevata come oggi, e noi vogliamo eliminarla nei casi in cui la casa non dia un gettito, quando cioè la casa è il tetto sotto cui si vive. Poi dobbiamo continuare a ridurre il cuneo fiscale per le imprese e, soprattutto, garantire le famiglie monoreddito. Credo - aggiunge il ministro degli Esteri - che la proposta più innovativa in questa campagna elettorale sia proprio la proposta della destra quando dice:introduciamo il quoziente di reddito familiare. Non guardiamo al reddito di Mario Rossi cittadino, guardiamo al reddito della sua famiglia perchè, soprattutto se è una famiglia che deve pagare l'affitto, con moglie e figli a carico, se c'è un solo stipendio rischia di non arrivare alla fine del mese». La «proposta Fini» sull'Ici accende subito il dibattito e incontra consensi dentro la Casa delle libertà. «Fini pensa alle case, Prodi alle tasse» commenta Francesco Storace. «Oggi - afferma il dirigente di Alleanza nazionale - Fini ha lanciato una proposta di grande impatto sociale:puntare ad eliminare l'Ici dalla casa in cui si abita è molto più concreto delle capriole che Prodi sta facendo, minacciando i contribuenti su estimi catastali e tasse di successione». Ma anche negli altri partiti della Cdl la proposta suscita commenti favorevoli. «È un'idea interessante su cui riflettere» dice Pierferdinando Casini. «La casa - aggiunge il presidente della Camera - non è un bene da tartassare ma da privilegiare anche perchè rappresenta l'aspirazione di molti italiani mettere i propri risparmi nella casa».Sulla questione fisco restano puntati i riflettori della campagna elettorale. «Votare per la sinistra vuol dire votare per le tasse», insiste Andrea Ronchi, portavoce di An, secondo il quale «è chiaro che la vera anima del centrosinistra è venuta fuori. Come dice Fini, se vince Prodi gli italiani rischiano a Pasqua di ritrovarsi una brutta sorpresa: più tasse sulla casa e sui loro risparmi». Lo stesso Ronchi, poi, svela il progetto dei 350 comitati «Per Fini premier», nati in tutta Italia per attrarre il consenso di chi,lontano dalle tessere di partito, vede nel vicepremier «la marcia in più - come spiega Ronchi - non solo di Alleanza nazionale ma di tutta la Cdl».
Comitati a cui hanno aderito personalità di spicco, «professori universitari, non veline», per dirla con il portavoce di An, come la professoressa Daniela Santus dell'associazione Geografi italiani, l'immunologo Ferdinando Aiuti, l'ex ostaggio in Irak Salvatore Stefio, la contessa Daniela Memmo, il professore Michele Coccia, il regista Luca Barbareschi.Personaggi noti e intellettuali che avranno, in questo sprint finale, il compito di sollecitare «il porta a porta, il volano con cui raggiungere il risultato che speriamo».
Grosseto, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - ''La prima proposta che An farà se tornerà al governo sarà quella di cambiare il rapporto tra fisco e cittadino''. Lo ha annunciato il vicepresidente del Consiglio e leader di An Gianfranco Fini durante una manifestazione in piazza Duomo a Grosseto. Davanti a un pubblico numerosissimo il ministro degli Esteri ha sottolineato che ''non ha più senso che lo Stato dica al cittadino 'guadagni tanto e paghi tanto'''. Secondo Fini, infatti, bisogna guardare ''al reddito complessivo della famiglia, perché una persona con 700 euro al mese e con moglie e figli a carico non arriva alla fine del mese''.E PENSARE CHE CALIPARI E' MORTO PER LIBERARLA...
«Un mercenario come Quattrocchi non merita una medaglia». È l'opinione di Giuliana Sgrena. La giornalista del Manifesto sequestrata un anno fa in Irak pensa sia stata una scelta inopportuna e lo dichiara senza preoccuparsi troppo né di ferire i parenti e gli amici dell'uomo ucciso dai terroristi né di contestare la volontà del capo dello Stato. «Quando ho saputo che il presidente Ciampi aveva conferito la medaglia d'oro al valor civile a Fabrizio Quattrocchi ho stentato a crederci».
A voi ogni commento su questa ennesima infamia della portabandiera della sinistra italiana
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Il ministro degli Esteri: «Da Prodi polemica non fondata»
Fini: «Parigi ha violato le regole europee»
«In sede europea l'Italia farà presente che il rispetto delle regole è indispensabile. L'assenza di Mario Monti dall'Ue non c'entra»
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ROMA - «Quella del governo francese è una scelta protezionistica che si scontra con i valori e le regole del libero mercato europeo». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. «In sede europea l'Italia farà presente che il rispetto delle regole è indispensabile. L'Italia porrà il problema, oltre che nel rapporto con la Francia, anche in sede comunitaria perché si tratta, come tutti hanno messo in evidenza, di una scelta che non è rispettosa di un pricipio dell'Ue».
27 febbraio 2006
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IL PRESIDENTE DEL SENATO
Marcello Pera ha lanciato un appello per l'Occidente. Io l'ho sottoscritto.
Credo sia un risveglio delle coscenze civili di questa Nazione che grazie anche ad A.N. difende le libertà acquisite ed il rispetto dei valori con cui tutti noi siamo cresciuti.
NASCE http://nuovadestraitaliana.risorse.com
E' un movimento politico tutto on line che ora appoggia la candidatura di Gianfranco Fini alla Presidenza del Consiglio.
MATRIX
FINI - D'ALEMA
D'Alema è riuscito ad accusare Fini di essere accompagnato da gruppi "neofascisti" e chi cita in proposito? La Mussolini! Parentele a parte vi risulta che la Mussolini sia in totale disaccordo con le ideologie del centrodestra? Vi sembra un'integralista? A me francemente no...
Fini risponde a tono, gli chiede come sia possibile avere una coalizione che metta insieme Mastella e No global come Caruso (ci ricordiamo chi è Caruso...il rappresentante dei Disobbedienti eh, altro che neofascismo),o se avesse il coraggio di candidare chi arriva ad affermare che uccidere i militari italiani sia giusto e normale in quanto "autodeterminazione" del popolo iracheno. Lui ovviamente divaga e si attacca al fatto che abbiano tre candidati premier e che non sia stato il popolo a sceglierli, peccato però che per la sinistra le primarie siano state necessarie perchè Prodi non possiede un partito! D'Alema, nonostante tutto, non si sente ancora appagato e mette in discussione il programma (di destra) che non è ancora stato presentato, Fini con sorriso sarcastico risponde che nonostante i 281 punti del programma di Prodi, non viene citata la TAV, perchè? La motivazione è che non sono d'accordo neanche su quello!

RICEVO E PUBBLICO
Caro Presidente,
le pongo una semplice domanada:
è normale secondo lei che un impiegato statale debba pagare di affitto, ogni mese, più della metà dello stipendio e che il padrone di casa riesca, indisturbato, a non pagarci neanche una lira di tasse su quello che ci ricava?
Cosa farete di concreto per contrastare questo mercato del caro-affitti che sembra ormai diventato inarrestabile?
Grazie dell'attenzione
Un suo "possibile" elettore
caro lettore, la tua domanda sarà inoltrata al Presidente Fini
Perchè votare Fini alle politiche del 9 aprile?
Falce, Martello e Cosa Nostra
-interessi occulti della sinistra-
Berlusconi mafioso? Possibile...ma anche se fosse non sarebbe l'unico:
Dal sito antimafia2000, riporto parte dell'articolo, il resto lo trovate su http://www.antimafiaduemila.com/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=1141 , buona lettura...
La storia dei rapporti con Cosa Nostra della parte più ‘manageriale’ e ‘migliorista’ del Pci (e poi dei Ds). Ha pesato per anni nella vita del partito. Rappresentava quanto di irrisolto resta nella storia della lotta alla mafia dei comunisti siciliani. Ogni volta che il suo nome veniva fuori, si ripartiva da lì: dalla volontà di Pio La Torre di cacciarlo. Adesso, Antonino Fontana è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Di lui scrivono soprattutto i giornali del centro-destra. A sinistra, nei Ds, resta una ferita aperta, ferita che brucia, che attraversa un ventennio. Questa storia è fatta di poche isolate voci contro e di imbarazzanti silenzi. (...)Le cooperative, sempre loro. Occupazione e sviluppo con targa Pci. Ma anche polmone finanziario per le attività del partito. Se i compagni tuonavano dal palco, bandiere e feste dell’Unità qualcuno doveva pur pagarle. E c’erano ancora gli uomini delle coop al tavolo del consiglio di amministrazione di L’Ora, il glorioso e combattivo giornale comunista di Palermo. Fontana entrò il 4 aprile dell’81 con l’incarico di amministratore delegato, per restarci fino al 18 febbraio ’82.
D'Ambrosio si candida nell'Ulivo
-gli interessi occulti della sinistra-

NO COMMENT
I compagni di partito lo difendono sostenendo che D'Ambrosio sia in pensione da tre anni...ma il problema non è quello! La sua candidatura, come pure quella di Di Pietro sono sintomo delle idee politiche dalla Magistratura italiana! Io posso capire che la maggior parte dei giudici in Italia abbia una coscienza viva del del fascismo, perchè loro a differenza nostra l'hanno vissuto sulla propria pelle, ma questo non significa che la destra attuale si avvicini al regime fascista di Mussolini! Non scherziamo! La verità, forse, è che per l'Italia è ancora troppo presto affidarsi alla destra...Berlusconi non è stato eletto per la sua corrente politica, ma per la sua persona, perchè era una novità, niente di più. Apriamo gli occhi, siamo nel 2006, Fini stesso ha rinnegato il regime fascista, LA DESTRA NON E' FASCISMO E NON E' SOLO BERLUSCONI.
Calcio. Fini: striscioni razzisti sono ignoranza pura
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini
"Alla base c'è l'ignoranza allo stato puro". Il vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, commenta secco gli striscioni di matrice razzista esposti domenica allo stadio Olimpico durante la partita Lazio-Livorno.
"Il provvedimento del governo per contrastare questi pseudo-tifosi, il decreto Pisanu, è un provvedimento molto molto rigoroso. Non sarà difficile - osserva Fini, intervenuto alla trasmissione 'Omnibus' de La 7 - individuare questi autentici imbecilli, ma purtroppo è un fenomeno difficilmente arginabile". "Se c'è una bestialità assoluta - conclude il leader di An - è il razzismo".
La giustizia sportiva deciderà oggi quali sanzioni comminare alla società sportiva Roma, che rischia di vedersi chiudere lo stadio Olimpico per gli striscioni nazisti esposti domenica nell'incontro con il Livorno.
Sul piano investigativo la Digos ha acquisito i dati informatici dei biglietti venduti per risalire agli occupanti dei posti a sedere tra i quali è stato esposto lo striscione incriminato. Proprio lo Stadio olimpico di Roma era stato recentemente dotato di sofisticate misure di prevenzione proprio per evitare episodi del genere.
Le immagini, così come quelle del saluto di Di Canio, qualche settimana fa, hanno fatto il giro del mondo. E le agenzie di stampa internazionali parlano di un caso italiano, di un paese impotente davanti al fenomeno neonazista.
ANTONIO DI PIETRO
- interessi occulti della sinistra-
Guardate un po' cos'ho trovato sul sito di Beppe Grillo...
" SCUSATE, MA QUESTE NOTIZIE SI D-E-V-O-N-O DARE anche se ci fanno male.
Vi comunico che il "paladino della legalità" Antonio Di Pietro, quello "per la pace senza se e senza ma", quello "assolutamente contro il ponte sullo stretto di Messina", quello che vuole fare "pulizia" nella politica italiana e punta sempre il dito contro gli altri, non solo ha nominato la moglie assessore al comune di Bergamo, l'amica assessore al comune di Bologna ecc. ecc. scatenando un putiferio nel suo partito e dimissioni a centinaia tra gli onesti che gli avevano creduto, MA ORA NE HA COMBINATA UNA DEGNA DELLA STAMPA NAZIONALE.Sappiate che dopo aver candidato nella sua lista alle politiche con "nonchalance" qualche persona MOLTO chiacchierata nella città di Gioia Tauro (dico Gioia Tauro, Calabria), adesso non ha esitato un attimo ad accogliere con tutti gli onori (sempre in Calabria) un personaggio che in teoria dovrebbe essere l'antitesi del dipietrista: nientemeno che l'ing. AURELIO MISITI, ex Presidente - nominato da Silvio Berlusconi in persona - del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ex assessore regionale calabrese ai Lavori Pubblici nella recente giunta Chiaravalloti (Forza Italia), NON EX MA ANZI ATTUALISSIMO GRANDE SPONSOR DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA.
Misiti ha aderito ufficialmente ad Italia dei Valori, e probabilmente sarà uno dei capilista alle prossime politiche nella circoscrizione calabrese per la lista dipietrista.ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO, DIREBBE IL GRANDE TOTO'!!!Certo che a faccia di bronzo Tonino Di Pietro sta diventando serio antagonista delle baldracche peggiori della politica italiana... "

CHE VALORI DI PIETRO!COMPLIMENTI!
(Non riporto il nome dell'autore del commento per una questione di privacy, chiunque volesse consultarlo può farlo al http://www.beppegrillo.it/2005/09/etica_e_politic.html)
VOGLIO TIRARE FUORI GLI INTERESSI OCCULTI DELLA SINISTRA
Sono davvero STANCA di sentirmi ripetere da ogni dove che Berlusconi è un mafioso, che pensa solo ai suoi interessi e che con lui TUTTA la destra ci porterà allo sfascio! Parliamo di VOI care zecche, dei vostri interessi occulti, quelli che non sono palesi all'Italia perchè non possedete mezzi di comunicazione...
Soru, patron di tiscali , non mi sembra lontano dal conflitto d'interessi, eppure nessuno si lamenta dei suoi plurimi interessi e sebbene sia politicamente parlando un ignorante è il PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA...e quindi?
Quindi vi propongo una caccia all'uomo (o meglio agli interessi occulti della zecca) e nell'attesa delle vostre segnalazioni, vi do un assaggio di ciò che accade in Sardegna:
Articolo del 2000...
L'ultimo bianco coniglio uscito dal magico cilindro di Renato Soru, fondatore di Tiscali e profeta sardo di Internet, si chiama città della musica. O meglio, musix.it , sito inaugurato alla vigilia di Natale dello scorso anno, che conta già cinquantamila contatti al giorno.Definito "il Bill Gates italiano", Renato Soru è entrato di diritto nel gotha della finanza italiana. Tiscali con il suo patrimonio, per capitalizzazione, vale quanto la Fiat di Agnelli. Il titolo, a Piazza Affari, è schizzato più volte a livelli record. Nel mese di marzo, giusto per fare un esempio, in un solo giorno ha guadagnato 5.500 miliardi e Soru, che detiene il 70 per cento del capitale, è diventato più ricco di 3.800 miliardi. Gli scettici della new economy scuotono la testa e parlano di "bolla speculativa pronta a esplodere", ma sull'altro fronte l'euforia è incontenibile e i numeri volano.Figlio di una buona famiglia sarda di Sanluri, Renato Soru incontra Internet attraverso Niki Grauso, fondatore di Videolina (emittente televisiva) e, poi, editore de "L'Unione Sarda". Folgorato dalla rete delle reti Grauso crea Video on line, primo provider italiano, con base a Cagliari. Il giovane Soru deve occuparsi della rete cecoslovacca, e riesce a conquistare una fetta consistente del nascente mercato Internet. Grauso, nel frattempo, alle prese con un indebitamento miliardario con la Telecom, deve abbandonare la sua creatura che diventa tin.it, l'Internet provider della Telecom.Ma Soru, grazie anche a un contatto con Elserino Piol (ex vicepresidente Olivetti, il vero, grande superguru di tutto quanto in Italia abbia a che fare con telecomunicazioni, Internet, telefonini, ecc.) torna sulle telecomunicazioni. Con una prima idea innovativa: quella di comprare all'ingrosso un monte-ore di telefonate dalla Telecom per poi rivenderle agli utenti con un sistema di schede prepagate da 50, 100, 200 mila lire. Per chiamare, si compone un prefisso di cinque cifre e quindi il numero desiderato. Il costo della telefonata, scontato, viene scaricato dalla tessera. Quando la tessera è esaurita, se ne compra un'altra.«Soru, in buona sostanza», ha scritto Giuseppe Turani, «sta allestendo una sorta di grande supermercato, con i clienti che girano fra i banconi e gli scaffali vuoti. Non deve trovare lui la merce da vendere. L'importante è che abbia i clienti dentro il supermercato. Poi affitterà i banconi e gli scaffali a chi ha qualcosa da vendere: così funziona la rete. Gli esperti stimano che nel 2001 Tiscali avrà più del 20 per cento del mercato degli internettisti. Su mille abbonati a Internet, insomma, 230 saranno suoi. Quasi un quarto del mercato. Impossibile non attribuire un valore a tutto ciò. Valore, per ora, virtuale e immaginario perché nessuno sa che cosa renderanno, in termini commerciali, gli abbonati di Tiscali o di chiunque altro. Però, visto che tutti sono a caccia di questi abbonati, Soru può dire: io mi sto avviando a avere in casa un quarto dei futuri internettisti. E tutto questo vale qualcosa».
Detto tutto ciò, mi domando: e Soru? E' stato eletto Presidente della Sardegna (regione, tra l'altro, con Statuto Speciale e speciale autonomia di poteri), ed è tuttora l'azionista di controllo di Tiscali. E allora? Nessun conflitto in questo caso? Non è una domanda retorica, è per capire. Una prima spiegazione (che a me non soddisfa per niente, anzi, mi preoccupa pure un po') la dà lo stesso Soru, che la vede così:
Quanto al conflitto d'interessi, Soru ha precisato che non intende vendere Tiscali. «Troverò altre soluzioni. Nel mio caso è troppo parlare di conflitto d'interessi. Non possiedo mezzi d'informazione, non sono concessionario di reti televisive. Da presidente della Sardegna non posso fare cose contro o pro Tiscali, che fa il 18% dei suoi ricavi in Italia e solo l'1% in Sardegna»
Non vorrei che fosse già scattato, anche tra il popolo della rete, quel riflesso condizionato, che ha lontane radici berlingueriane e togliattiane, secondo cui
1) chi è di sinistra è etnicamente migliore, buono e puro; 2) Soru è di sinistra; 3) ergo, il conflitto di interessi, nel suo caso, non può esserci, a priori.
GIORNATA MEMORIA: FINI, CI FU IL SILENZIO DI TROPPI
ROMA - Con un parallelo tra l'eroismo di Giorgio Perlasca, "forse il più famoso tra i giusti italiani", e quello di Fabrizio Quattrocchi, ucciso in Iraq, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha commemorato la Giornata della memoria presentando 'I Giusti d'Italia', il libro edito della Mondadori dedicato ai circa 400 italiani che il Memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, lo Yad Vashem, ha riconosciuto come salvatori degli ebrei durante lo sterminio. Un parallelo, ha detto Fini - di fronte ad una platea composta dai vertici delle istituzioni ebraiche nazionali e romane (da Amos Luzzatto a Leone Paserman al rabbino capo Riccardo Di Segni) ma anche dal sottosegretario Gianni Letta, da Giorgio Napolitano, da Giuliano Amato, dal portavoce di An Andrea Ronchi, e dal ministro Giorgio La Malfa - che indica quanto sia sottile "la line di confine tra eroismo e viltà". "Si può vivere nell'ordinarietà, senza ambizioni, e poi - ha spiegato Fini ricordando il coraggio di quelli che accorsero in aiuto degli ebrei e l'orgoglio di Quattrocchi - trovarsi costretti all'improvviso a scelte fondamentali che mettono alla prova la tenuta dei propri ideali e la coerenza dei propri comportamenti".
Ma il vicepremier e presidente di An - lui, che è andato in visita a Yad Vashem - ha ammonito anche sul fatto che "la celebrazione del valore inestimabile" delle azioni dei Giusti non può e non deve valere da "auto-assoluzione collettiva" sulle colpe del passato. Una presa di posizione che Fini ha fatto seguire al richiamo, avanzato in apertura del suo discorso, a quanto sostenuto dal presidente dell'Unione delle COmunità ebraiche italiane Amos Luzzatto sul rischio che il passare degli anni introduca una sorta di "rituale stanco e privo di contenutì" nella celebrazione della Giornata della Memoria. Per questo Fini ha tenuto a ribadire l'importanza di un'occasione come quella della presentazione del libro sui Giusti italiani al quale hanno contribuito l'ambasciata e l'Istituto italiano di cultura in Israele, diretto da Simonetta Della Seta.
"Ricordiamo - ha aggiunto il ministro - che i meriti, come le colpe, sono individuali. Il valore dei pochi non condona la colpevole passività dei molti che con il loro silenzio assecondarono l'empio disegno persecutorio". "Però - ha subito aggiunto - rimane di straordinaria importanza la circostanza che anche in quelle ore cupe la fiammella dell'umanità non si fosse estinta del tutto". Esempio esaltato anche dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che nel messaggio pubblicato sul libro ha scritto: "Ai Giusti dobbiamo gratitudine come uomini e la nostra riconoscenza come italiani; per aver mantenuto alta la dignità del nostro popolo, per aver espresso con tanta forza i valori di giustizia e fraternità sui quali si fonda la nostra repubblica".
Le storie di questi Giusti sono state ripercorse sia da Liliana Picciotto, del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano - che ha curato il libro - sia da Andrea Riccardi, presidente della Comunità di Sant'Egidio e storico, sia da Nathan Ben Horin membro della Commissione per I giusti dello Yad Vashem. E Arrigo Levi, dopo aver ricordato le "sue" peregrinazioni a causa delle leggi razziali ha messo in risalto che il dovere della Memoria non va solo a chi è morto ma anche a chi fatto sì che altri si salvassero. Così come ha detto di condividere in pieno il richiamo del ministro Fini sul fatto che l'elogio dei Giusti non è certo una "assoluzione generale". Perché - ha detto Riccardi - se ci sono state le vittime, i carnefici, è anche vero che la maggior parte delle persone si é limitata ad assistere "inerte" alle persecuzioni e alle deportazioni. Liliana Picciotto ha fornito il quadro storico: nel 1943 all'avvio della Shoa c'erano 43 milioni di italiani e 32.000 ebrei circa. Di questi 8.000 sono stati arrestati da "tedeschi e italiani" e 24.000 si sono salvati.
"Questa Italia sommersa - ha detto - non si sarebbe potuta salvare senza il soccorso dell'altra Italia, quella emersa. Una Resistenza civile che è avvenuta in tutta Europa così come nel nostro paese. A cominciare dal clero cattolico che rivolse la sua carità cristiana non in maniera specifica solo verso gli ebrei, ma in modo particolare". "Un fenomeno più vasto e diffuso" che, ha ricordato Fini, é "la tessera di un mosaico di umanità esemplare ed ammirevole che reca un contributo importante alla storia italiana, proiettando un raggio di luce su pagine altrimenti fra le più buie".
E' NATO BLOG4FINI!
http://blogs4fini.splinder.com/
Nuova iniziativa di Gianmario Mariniello, giovane dirigente di Azione Giovani di Aversa. Il blog di Mariniello aspira ad essere un collante tra tutti i blogger che appoggiano la candidatura di Gianfranco Fini a Premier, pertanto invito tutti gli altri partecipanti di fini2006 ad aderire a questa nuova interessante iniziativa. Con sommo dispiacere di Thomasmann e di spacciatore (scherzo eh!) continueremo anche noi a pubblicare, sapendo che da oggi possiamo mettere le nostre idee in condivisione anche nel blog di Mariniello! Ciao e non litigate troppo per piacere, a meno che non poniate temi seri di discussione, nel qual caso litigate pure che non fa male, anzi!
MESSAGGIO DA VITTORIO TUCCI
Avevo deciso di non postare interventi personali, ma riportare molto pacatamente brani di giornali relativi alle iniziative-dichiarazioni-impegni di Gianfranco Fini. Poiché vedo con dispiacere che si stanno scatenando delle risse verbali nel blog che IO ho voluto e che amici leali hanno deciso di sostenere ho preso una decisione: interverrò anche con post personali e invito gli altri partecipanti del blog a fare altrettanto. Vorrei, se possibile, che nei commenti a questi post, post in cui tratterò temi concreti, non si divagasse troppo e ci si attenesse ai temi proposti (se volete suggeritene altri usando la community di splinder). Io sono convnto che anche Thomasmann, spacciatore e gli altri hanno cose serie da dire sui tanti temi importanti della vita politica nazionale, dunque vi invito tutti ad esprimere i vostri pareri. Iniziamo da un tema caldo: i soldati italiani dall'Iraq secondo voi andrebbero ritirati subito o gradualmente? Cosa fareste voi se foste il Presidente del Consiglio? Vi prego di motivare le vostre risposte e non abbandonarvi a slogan preconfezionati, ne ho già sentiti abbastanza, sia su questo che su tanti altri argomenti! Buona discussione, Vittorio
Fini: nessuna staffetta Berlusconi-Letta. Elezioni, An si gioca tutto
Gianfranco Fini, Roma, 18 gennaio 2006
"Ho grande stima per Gianni Letta, ma non è ipotesi che si pone quella che possa prendere il posto di Berlusconi, come già detto tra l'altro dallo stesso premier". Il leader di An, Gianfranco Fini, negli studi Rai di 'Radio anch'io' boccia l'ipotesi di staffetta tra Berlusconi e il sottosegretario Letta.
Iraq
"La guerra anglo-americana non fu errore", ha spiegato Fini rispondendo ad una domanda di un ascoltatore. A proposito della missione italiana a Nassirya, il titolare della Farnesina ha ricordato che le stesse parole, qualche settimana fa, sono state pronunciate anche dal presidenmte della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Noi non abbiamo fatto una guerra - ha sottolineato Fini - ma siamo interenuti solo dopo la caduta di Saddam e con una risoluzione dell'Onu. Di sicuro non si può avere nostalgia di Saddam". Ora, ha aggiunto il ministro degli Esteri "chi chiede di restare agli italiani sono gli stessi iracheni". Certo, ha risconasciuto Fini, "in Italia esiste una pubblica opinione che è contratria e che va rispettata, ma bisogna anche essere consapevoli che se si vuole la pace non bastano solo le manifestazioni ma anche l'assunzione di responsabilità. Io non ho alcuna simpatia per un certo tipo di pacifismo che è una caricatura di se stesso, ma vivere in pace significa eliminare i germi della violenza".
An partito di Fini?
"Non l'ho chiesto io. Lungi da me la tentazione di voler fare un partito su misura", si schernisce ai microfoni di 'Radio anch'io' il vice presidente del Consiglio, incalzato sulla scelta di inserire il suo nome nel simbolo del partito per le prossime elezioni. Fini ha ricordato come una richiesta in tal senso fosse stata avanzata da "500 dirigenti del partito all'unanimità". "Non è certamente presunzione, semmai -ha sottolineato il leader di An- si tratta della massima assunzione di responsabilità, perché in queste elezioni ci giochiamo tutto e, dunque, dobbiamo farlo in prima persona e tutti hanno il dovere di farlo, a partire dal presidente del partito".